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sabato 10 novembre 2012

MHP: i tre profili dell'interattività televisiva


di Cristina La Marca


Dalla sua prima standardizzazione, l’evoluzione di MHP ha previsto l’implementazione di tre diversi livelli di interattività crescente, chiamati rispettivamente profilo Enahanced Broadcast (ver. MHP 1.0), Interactive Tv (ver. MHP 1.0), Internet Access (ver. MHP 1.1)

Enhanced Broadcasting: é il profilo più semplice, arricchisce il servizio televisivo tradizionale con contenuti multimediali, trasmessi ciclicamente sul canale diffusivo tramite il multiplex DVB e scaricati nella memoria del ricevitore, fondando la possibilità di associare ai servizi del broadcasting audio/video digitale il download di specifiche e correlate applicazioni, realizzando così un’interattività locale senza canale di ritorno.[Tale profilo permette la fruizione di servizi di radiodiffusione avanzata per arricchire e completare i servizi televisivi di base con contenuti multimediali  come brevi audio-video per news, film, eventi sportivi, ecc]. Inoltre tale profilo permette la trasmissione di servizi di EPG, teletext avanzato e giochi, memorizzandoli nella memoria del terminale d’utente.

Interactive Broadcasting aggiunge al precedente la possibilità per l’utente di accedere a servizi on-demand e consente così il servizio di radiodiffusione interattiva tramite non solo tramite il download dal segnale captato ma anche tramite download espletato con canale di ritorno telefonico, aprendo la strada a prestazioni migliori e gran numero di applicazioni proponibili. Tale profilo permette quindi di aggiungere ai servizi del profilo Enhanced Broadcasting servizi di tipo interattivo con la possibilità per l’utente di interagire con un Centro Servizi attraverso un canale di ritorno. Sarà quindi possibile offrire servizi di tipo pay (PPV) e servizi evoluti come la pubblicità interattiva, transazioni commerciali (homebanking o T-bankink, T-commerce)

Internet Access Profile che integra le funzionalità dei primi due profili aggiungendogli le potenzialità derivanti dall’integrazione di servizi broadcast e servizi Internet. Tale profilo, con i necessari adattamenti di widget per la navigazione, web browser e client e-mail alle specificità dell’interfaccia Tv standard, offrirà la possibilità di navigare su siti web e consentirà, ad esempio, di effettuare transazioni commerciali sfruttando i protocolli di sicurezza già sviluppati per le transazioni in Internet. Questo profilo lo rende tecnicamente molto più potente delle piattaforme esistenti.

venerdì 9 novembre 2012

I vantaggi specifici dello standard MHP


di Cristina La Marca


Il middleware MHP è l'insieme delle librerie Java che formano lo standard aperto di interoperabilità tra decoder e trasmissione broadcasting in digitale. Esso consente di innestare condizioni vantaggiose per tutti le categorie di operatori coinvolti nel mercato di riferimento.

  1. per gli sviluppatori: MHP può essere utilizzato da chiunque. Le sue specifiche tecniche che descrivono quali elementi devono essere integrati nel software dei decoder, come devono essere sviluppate le applicazioni interattive, come devono essere mandate in onda (rubricate come standard ETSI TS 101 812 v.1.3.1) non sono soggette a segreto industriale
  2.  per i broadcaster: l’adozione di MHP permette la costituzione di un mercato orizzontale. Uno standard chiuso costringerebbe il broadcaster a “verticalizzare” il mercato, negoziando accordi con gli sviluppatori del Mw proprietario e con i costruttori di decoder, investendo nella produzione di set-top-box e programmandone la manutenzione e la sostituzione. Lo standard aperto elimina dal broadcaster la responsabilità di controllare la piattaforma, consentendogli di concentrarsi sulle attività core del suo business come la produzione o l’aggregazione dell’offerta di palinsesti e servizi per la competitività del proprio bouquet di canali.


Il broadcaster beneficia della certezza di distribuire i propri servizi su tutti i ricevitori costruiti secondo lo standard: egli dovrà solo controllare che le applicazioni vengano eseguite su tutti i decoder in modo conforme.


3) per i manifacturers: i costruttori di decoder non devono produrre in base alle scelte logistiche e commerciali dei broadcaster ma possono valutare autonomamente, sulla base degli studi di marketing effettuati sull’area interessata, se è economicamente remunerativo scaricare le specifiche tecniche dell’MHP e concentrare le risorse di ricerca e sviluppo per implementarle nel software dei propri decoder.

 Con la costruzione di un mercato orizzontale dei decoder, i manifacturer sono costretti a offrire una vera e propria value proposition con cui collocare i propri prodotti, essendo maggiormente spinti dalla dinamica concorrenziale a posizionarsi distintivamente presso i consumatori.

giovedì 18 ottobre 2012

Prospettive future della Tv Digitale | Cristina La Marca


di Cristina La Marca


La possibilità di stabilire tecnicamente un feedback (il cosiddetto “canale di ritorno” via presa telefonica o ADSL) apre decisamente la strada al paradigma dell’interattività “aperta” nell’ambito dell’odierna offerta mediale televisiva, il che assume la forma di un epocale rovesciamento dell'uniderzionalità  che ha sempre contraddistinto per antonomasia l’industria televisiva. 

Dalla rottura dell’unilateralità del rapporto tra mass medium e pubblici il broadcasting ha oggi la possibilità trarre nuove e migliori opportunità per riconfigurarsi competitivamente, partecipando, ancora in veste di protagonista, ai grandi cambiamenti apportati dalla Convergenza, che ha decisamente premiato l’attività dei pubblici in termini di fruizione, personalizzazione, creazione e condivisione.

La convergenza tecnologica ha unificato la fisionomia performativa dei vari dispositivi di ricezione (tutti dediti alla computazione dei bit) e la digitalizzazione ha moltiplicato i channels televisivi e le piattaforme distributive, emancipando per sempre i contenuti dalla tecnologia e destinando alla cross-medialità l’economia dei prodotti mediali. 

La Convergenza, di cui si discute da anni, va vissuta non in termini di impatto ma di opportunità evolutiva. In questa ottica l’ interattività è la vera sfida rinnovatrice del medium televisivo: secondo lo standard internazionale aperto (MHP, Multimedia Home Platform), la cui implementazione sta avvenendo in parallelo allo switch-off mondiale, l’interattività televisiva, portata alle sue estreme possibilità, consisterà nella completa convergenza tra Tv e Internet

Una “Connected Tv”, dunque, che porterà la potenza relazionale e comunicativa, l’estrema varietà contenutistica, e i servizi della Rete alla portata di pressoché tutte le fasce della popolazione dei Paesi più avanzati, suggerendo forse la strada risolutiva del “digital divide”. Tuttavia tale scenario è tutto ancora da pianificare: si tratterebbe quindi di innestare l’interattività nel broadcasting multipiattaforma (digitale terrestre, satellite, cavo, mobile), valorizzandola in termini di brand-business e di nuova esperienza fruitiva rispetto ad un telespettatore che utilizza già da tempo il televisore come un hub multimediale domestico, ossia una finestra su cui vanno in scena molteplici modalità di consumo personalizzato, ottenute sfruttando l’interoperabilità con dvd e consolle.

 D’altra parte la televisione digitale (segnatamente, il Digitale Terrestre), con l’ “autostrada” di dati erogati assieme a video e audio, può concretamente configurarsi come modello televisivo universale aperto alla distribuzione di vari e disparati servizi (utilities attinenti al c.d. t-government, alla telemedicina, al commercio dei prodotti e a varie concretizzazioni della relazione azienda-cliente) messi a disposizione delle persone (in veste di cittadini e consumatori) attraverso il più accessibile e popolare dei media. Ciò auspicando che i servizi interattivi non siano appannaggio solamente dei gruppi di utenti “pay tv” ma possano costruire il valore aggiunto di tutta la televisione digitale (free-to-air). Benvenuti nel futuro della Tv.